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Retribuzioni e costo del lavoro

Le differenze retributive in Europa sono molto accentuate, con retribuzioni che vanno da 1 Euro sino ad oltre 14 Euro in Danimarca. Si registrano grandi differenze anche nei contributi previdenziali, dipendenti dal sistema di finanziamento dei singoli paesi. Nei paesi dell’Europa centrale le trattenute per i lavoratori sono inferiori al 10 %, mentre i contributi a carico del datore di lavoro superano di molto il 20 %, talvolta anche il 30 %.

Mentre nei “vecchi” paesi europei (UE a 15) la contrattazione collettiva si svolge a livello interconfederale, nei nuovi paesi membri i contratti vengono ancora stipulati a livello aziendale. In alcuni di questi paesi, come la Cechia e la Slovenia, stanno ora iniziando ad affermarsi delle forme di contrattazione collettiva nazionale. Negli altri paesi, come la Polonia, i paesi baltici, ecc., per la maggior parte i rapporti di lavoro vengono disciplinati in seno a negoziazioni aziendali.

Ai contratti collettivi stipulati partecipano oltre il 50 % e sino al 100 % delle lavoratrici e dei lavoratori, indipendentemente dal fatto che essi o i datori di lavoro siano iscritti alle federazioni. In alcuni paesi i contratti collettivi stipulati hanno carattere obbligatorio generale per tutto il settore (Austria), in alcuni paesi vengono resi addirittura standard di legge sotto forma di decreto (Paesi Bassi).

Nei paesi dell’Europa centrale, in cui le trattative si svolgono prioritariamente a livello aziendale, di norma solo i dipendenti dell’azienda in questione percepiscono la retribuzione pattuita. Negli altri casi vengono applicati il trattamento stabilito nel contratto di lavoro individuale o gli standard minimi di legge.

Confronto internazionale:

Tabella Confronto internazionale: Retribuzioni e costo del lavoro

La situazione nei singoli paesi:

AT: Austria

In Austria nel comparto agricolo vengono negoziati tra sindacati e federazioni datoriali contratti collettivi federali e regionali (silvicoltura, orticoltura ed agricoltura). Possono essere stipulati anche dei contratti collettivi aziendali. I contratti hanno solitamente scadenza annuale.

La retribuzione del lavoratore è di 6,85 €/h (17,2% contributi previdenziali a carico del lavoratore, 20,6% contributi previdenziali a carico del datore di lavoro). Oltre ai contributi previdenziali, dalla retribuzione del lavoratore viene trattenuto anche un contributo dello 0,75% destinato alla Camera del lavoro agricolo ed a carico del datore di lavoro un importo dell’1,53% destinato al fondo pensione.

La quota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato sulla retribuzione lorda è del 24,18%.

A livello nazionale è in vigore quale legge di principio la Legge sul lavoro agricolo, articolata nella legislazione applicativa in nove diversi ordinamenti per il lavoro agricolo, con alcuni regolamenti speciali. Tutti i datori di lavoro dei singoli settori sono assoggettati alla normativa sui contratti collettivi di lavoro, i contratti collettivi valgono conseguentemente per tutti i lavoratori. I contratti collettivi (contratti federali e regionali) vengono pienamente osservati.

Sia per il periodo natalizio che per le ferie viene corrisposta una gratifica corrispondente ad una mensilità supplementare.

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BE: Belgio

Sindacati e federazioni datoriali negoziano dei contratti collettivi. Nel settore agricolo sono in vigore 10 contratti collettivi nazionali. Il contratto collettivo viene confermato con regio decreto. I sindacati belgi dei lavoratori dell’agricoltura sono l’ACV, l’ABVV e l’ACCVB.

I contratti collettivi valgono per tutti i lavoratori e per tutti i datori di lavoro.

La retribuzione oraria è di 9,93 €, i contributi previdenziali a carico del lavoratore corrispondono al 15,3% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 55,0%.

L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 22 %.

Viene corrisposto un premio di fine anno pari al 6 % della retribuzione lorda.

Tutti i lavoratori e datori di lavoro sono vincolati dal contratto collettivo.

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BG: Bulgaria

Il salario lordo percepito dagli occupati ammonta a 0,69 €. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 35 %, quelli a carico del datore di lavoro corrispondono al 65 % del salario.

Il salario minimo è pari a 90 € mensili; Il 50 % dei lavoratori percepiscono il salario minimo.

In 125 aziende sono in essere contratti collettivi, 5.000 lavoratori percepiscono il salario stabilito nei contratti collettivi.

In agricoltura le retribuzioni sono del 66 % inferiori al salario medio e pari al 70 % di quanto sarebbe necessario per vivere.

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CH: Svizzera

In Svizzera non esiste un quadro unitario per l’agricoltura poiché essa non è assoggettata alla legge sul lavoro. Ogni cantone ha propri regolamenti che variano fortemente tra di loro. All’interno dello stesso cantone inoltre anche i salari possono differenziarsi fortemente. Esiste un accordo sulla direttiva salariale per lavoratori esterni alla famiglia nell’agricoltura svizzera stipulato dall’Unione Svizzera dei Contadini e dalla Comunità delle associazioni professionali dei dipendenti agricoli svizzera. Si noti tuttavia che la direttiva non è vincolante. Possono venir corrisposti (e vengono corrisposti) anche salari inferiori. I lavoratori che operano su base indipendente e che hanno meno di cinque anni di esperienza professionale percepiscono in base alla direttiva tra i 3.400 ed i 4.150 CHF (ca. 2.056  - 2.510 €). Il salario minimo per lavoratori provenienti dai nuovi stati UE ammonta a 3.020 CHF. Per la tabella comparativa abbiamo assunto 3.400 CHF e una settimana lavorativa di 55 ore, il che corrisponde ad un salario orario di 14,23 CHF (8,61 €). 

I contributi previdenziali a carico dei lavoratori sono pari al 15 % ca. del salario (pensione pubblica di vecchiaia, assicurazione di invalidità, disoccupazione, infortuni, cassa malattia, indennità giornaliera di malattia, ecc.); vi si aggiunge un contributo scaglionato per età compreso tra l’1 % e il 10 % per la pensione privata di vecchiaia (obbligatoria).  

Per l’alloggio devono pagare 345.- CHF mensili (209 €), per il vitto 645.- CHF mensili (390 €).

I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per i dipendenti sono pari al 16 % ca. + 1-10 % a seconda dell’età per la pensione privata di vecchiaia (obbligatoria).

L’ imposta sui redditi di lavoro subordinato dipende dal guadagno, dallo stato civile e dal numero dei figli. Le aliquote variano a seconda del cantone e del luogo di residenza (dallo 0 % al 15 %).

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CY: Cipro

Il salario pagato nel settore agricolo a Cipro è pari a 4,20 €, su cui il lavoratore versa al Sistema sociale contributi per il 12,5%; anche i contributi a carico del datore di lavoro sono del 12,5%. Il datore di lavoro versa inoltre un contributo dello 0,5% in un fondo di formazione per la qualificazione dei lavoratori.

L’occupazione di lavoratori provenienti da paesi terzi è disciplinata da un regolamento intergovernativo. I lavoratori stranieri percepiscono una retribuzione inferiore.

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CZ: Repubblica Ceca

Per il comparto agricolo vengono stipulati dal sindacato OSPZV-ASO dei contratti collettivi di lavoro. I contratti collettivi di settore sono due, uno stipulato con l’Associazione degli ex beni demaniali ed uno con l’Associazione delle cooperative. I contratti sono identici perché le federazioni datoriali si coordinano tra loro. Inoltre vi sono 320 contratti collettivi aziendali.

Quando in un’azienda possono essere attive più sigle, i sindacati devono coordinarsi tra loro per la gestione dei contratti collettivi.

Nei contratti collettivi di settore è previsto uno scaglionamento retributivo in 12 livelli in cui sono fissati i minimi salariali per le retribuzioni orarie e mensili. La retribuzione di primo livello corrisponde al salario minimo legale (49 CZK e 8.000 CZK). La retribuzione di dodicesimo livello, il più alto, è lievemente superiore rispetto al salario medio nell’economia nazionale (21.300 CZK). Il salario medio in agricoltura corrisponde a 17.109 CZK.

Oltre alle retribuzioni, i contratti disciplinano anche le maggiorazioni dovute per le ore straordinarie, per il lavoro festivo (100%), per il lavoro in condizioni gravose (10%), per il lavoro notturno (50%), per il lavoro prestato il sabato e la domenica (50%) e per i turni spezzati.

Nei contratti collettivi aziendali possono essere concordate delle gratifiche extra ed ulteriori prestazioni sociali (pasti aziendali, pensioni integrative). Spesso vengono previsti dei fondi sociali che concorrono a coprire le esigenze sociali dei dipendenti. Il contratto collettivo di settore rappresenta lo standard minimo.

Con le aziende non iscritte a federazioni datoriali debbono essere stipulati dei contratti collettivi a parte. Nelle piccole aziende i sindacati non sono quasi rappresentati.

In totale, sono assoggettati ai contratti collettivi il 50% dei lavoratori. Il 40% dei lavoratori percepiscono il salario minimo.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore ammontano all’8% della retribuzione (6,5% assicurazione previdenziale, 1,1% assicurazione malattie e 0,4% politica occupazionale statale) cui si aggiunge il 4,5% per l’assicurazione sanitaria.

I contributi a carico del datore di lavoro corrispondono al 26% della retribuzione per la previdenza sociale (21,5% assicurazione previdenziale, 3,3% assicurazione malattie e 1,2% per la politica occupazionale) ed al 9% per l’assicurazione sanitaria.

L’aliquota minima dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 15%.

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DE: Germania

In Germania le parti sociali stipulano contratti collettivi negoziati autonomamente. I settori agricoltura, orticoltura e silvicoltura privata sono interamente coperti da contratti collettivi regionali. Nel settore agricolo prima di procedere alle contrattazioni regionali viene negoziata in seno ad una contrattazione collettiva nazionale una raccomandazione federale poi applicata a livello regionale. Nel settore agricolo la raccomandazione federale è il contratto collettivo di riferimento; nell’orticoltura la IG BAU si orienta al risultato negoziale del Land Renania Settentrionale-Vestfalia. La retribuzione media calcolata per il comparto agricolo è indicata nella tabella.

Negli ultimi anni gli sviluppi nel comparto agricolo sono stati caratterizzati da una fase di recessione economica. È stato possibile contrattare solo un incremento salariale dell’1,6% ca. l’anno (dal 1.5.2002 al 31.12.2007). La IG BAU nutre preoccupazioni in particolare per i bassi segmenti retributivi, nei quali rientrano anche i lavoratori stagionali. In questo settore si registrano differenze salariali a livello regionale, p.e. in agricoltura: da 4,46 €/h in Sassonia a 6,39 €/h in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

Sulla retribuzione si paga un’imposta sui redditi di lavoro subordinato di ca. il 10%, a seconda di stato civile e numero dei figli.

Per gli stagionali polacchi, dal 2005 le imprese devono versare un contributo previdenziale alla previdenza sociale polacca (ca. il 40% del salario).

La IG BAU stima che i contratti collettivi vengano osservati dal 40-50% delle aziende e che i lavoratori (agricoli) retribuiti in base ai contratti collettivi siano ca. 60.000. Nelle aziende vincolate ai contratti collettivi (associate alle federazioni imprenditoriali) i contratti collettivi vengono generalmente rispettati.

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DK: Danimarca

In Danimarca la federazione datoriale ed il sindacato negoziano per ogni settore un contratto collettivo nazionale (un contratto collettivo per l’agricoltura ed uno per l’orticoltura). Il salario orario è superiore alla media dell’UE, tuttavia le trattenute statali, scaglionate per livelli di reddito, sono molto elevate. Con i contributi di legge si finanziano i sistemi previdenziali. Le aliquote dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato vanno dall’8% (aliquota più bassa) al 63% (aliquota più alta).

Un terzo delle aziende (le maggiori) osservano i contratti collettivi. In totale sono assoggettati ai contratti collettivi 20.000 lavoratori. Un terzo delle ditte non ha dipendenti, un terzo sono coltivatori diretti, un terzo ha più di 10 dipendenti. Nell’ultimo gruppo si registra una forte presenza sindacale.

Per i lavoratori stagionali devono esser applicate le stesse condizioni retributive valide per i colleghi  danesi.

Il datore di lavoro versa il 6,75% della retribuzione lorda nella cassa ferie e 1 € nel fondo di formazione, con il quale si finanziano misure di aggiornamento professionale comprensive, ove previsto, del proseguimento della corresponsione del salario.

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EE: Estonia

Una legge varata nel 1992 stabilisce che possano essere stipulati contratti collettivi solo nelle aziende che hanno uno statuto approvato/registrato.

Accordi collettivi conclusi tra le federazioni (sindacati e federazione delle imprese) sono soggetti ad approvazione a livello aziendale. In Estonia i datori di lavoro sono ben organizzati, ma non sono disposti a condurre trattative su contratti collettivi.

La retribuzione agricola è stimata a 2.000 EEK, pari a 1,59 €.

Dal salario del lavoratore vengono trattenuti contributi previdenziali pari all’8,33% della retribuzione, i contributi versati dal datore di lavoro nella cassa previdenziale sono pari al 33,5% della retribuzione (20% assicurazione previdenziale, 13% assicurazione di malattia, 0,5% assicurazione contro la disoccupazione).

L’imposta sui redditi di lavoro subordinato è pari al 23%.

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ES: Spagna

In Spagna vengono negoziati contratti collettivi a livello regionale e locale.

Il reddito mensile ammonta a 700 €, il reddito annuo a 8.400 €. L’11% della retribuzione del lavoratore viene destinato alle casse previdenziali per finanziare l’assicurazione contro la disoccupazione, la formazione e un’assicurazione contro l’insolvenza.

Il contributo previdenziale a carico del datore di lavoro sulla retribuzione è del 15,5%. L’aliquota minima dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 2%. Il salario reale degli operai agricoli coincide con il salario minimo statale.

I salari stabiliti nei contratti collettivi hanno carattere di obbligatorietà generale, la totalità degli occupati percepisce pertanto tali retribuzioni.

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FI: Finlandia

Esistono dei contratti collettivi nazionali settoriali. Nel settore agricolo vi sono 5 contratti collettivi.

La retribuzione è compresa tra 1.200 e 1.600 € mensili, il salario medio in agricoltura è pari a 1.260 €. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono del 6%, quelli a carico del datore di lavoro corrispondono al 35% della retribuzione. L’imposta sui redditi da lavoro subordinato è scaglionata per livelli di reddito e va dal 15% al 30%.

In alcuni contratti collettivi sono previsti regolamenti speciali per gli stagionali.

Le imprese osservano ampiamente i contratti collettivi stipulati (85%). I lavoratori occupati nel settore hanno diritto al salario stabilito dal contratto collettivo, che copre pertanto la totalità degli addetti.

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FR: Francia

In Francia vi sono 25 contratti collettivi nazionali, 76 contratti collettivi regionali e 161 contratti collettivi locali/aziendali.

La retribuzione in agricoltura è di almeno 8,27 € /ora. Le trattenute per la previdenza sociale e per le pensioni complementari a carico dei lavoratori corrispondono al 25,5% della retribuzione, i contributi a carico  dei datori di lavoro al 43,15% della retribuzione. L’imposta sui redditi di lavoro subordinato comporta un’aliquota minima del 15%.

La maggior parte dei lavoratori agricoli percepiscono il salario minimo legale. Agli stagionali possono essere erogati pagamenti addizionali sino ad 1,5 volte la retribuzione minima.

Quasi tutti i lavoratori sono assoggettati al contratto collettivo (98%), solo il 2% (dirigenti) stipulano dei contratti individuali.

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GB: Regno Unito

In seno all’Agriculture Wages Board (AWB) si contrattano annualmente retribuzione minima e condizioni di lavoro. L’AWB si compone di: otto membri del sindacato TGWU, otto rappresentanti della parte datoriale e cinque membri indipendenti nominati dal governo. Vi sono tre AWB: uno per l’Inghilterra ed il Galles, uno per la Scozia ed uno per l’Irlanda del Nord.

Il salario medio nel comparto agricolo è di 8,60 €; i contributi previdenziali a carico del lavoratore sono dell’11,5% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 12,80%.

L’aliquota minima dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 10%, l’aliquota base è del 22%, l’aliquota massima del 44%. L’inquadramento fiscale dipende dal livello di reddito.

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GR: Grecia

Il salario agricolo è pari a 3,80 €/h. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono del 16,6% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 10%.

L’imposta sui redditi di lavoro subordinato dipende dal livello di reddito e dallo stato civile.

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HR: Croazia

Le retribuzioni vengono contrattate a livello aziendale. Il salario medio in agricoltura è pari a 2,82 €/h.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 19,5 %, il 14,5% è destinato alla cassa pensione pubblica e il 5 % ad un conto personale presso la cassa pensione per la previdenza individuale.

I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro ammontano al 17,5 % del salario: sono compresi contributi per l’assicurazione di malattia (15 %), per l’assicurazione contro la disoccupazione (1,7 %) e per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (0,5 %).

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HU: Ungheria

Rispetto ad altri settori dell’economia nazionale, le retribuzioni del lavoro agricolo sono tra le più basse. Nel 2006 il salario lordo era di HUF 111.978 (= 458 €) mensili, il salario netto di HUF 82.110 (336 €), corrispondenti rispettivamente al 65% ed al  74% della media. Anche in Ungheria si osserva inoltre la cosiddetta curva salariale, vale a dire lo sviluppo negativo della disoccupazione regionale e del livello salariale regionale.

Trattenute sulla retribuzione del lavoratore

  • - contributo pensionistico: 8,5%
  • - previdenza sociale: 7,0%
  • - contributo lavoratore: 1,5%
  • - imposta annuale sui redditi di lavoro subordinato: sino a HUF 1.700.000 annui 18,00%; oltre tale soglia 36,0%

Contributi a carico del datore di lavoro

  • - contributo pensionistico: 21,0%
  • - previdenza sociale: 8,0%
  • - cassa malattia: HUF 1.950,- mensili a persona
  • - contributo di formazione: 1,5%
  • - contributo datore di lavoro: 3,0%

Vengono stipulati contratti collettivi nel 20% ca. delle aziende per un totale di ca. 50.000 lavoratori e con un grado di copertura del 50% ca. rispetto alle cifre occupazionali.

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IE: Irlanda

Il salario orario è di 8,50 €, i contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 12 % della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono dello 0 %.

Le aliquote fiscali sono due e vengono applicate in base alla situazione personale del lavoratore: i lavoratori coniugati versano il 20 %, i non coniugati il 42 %.

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IS: Islanda

Esiste un contratto collettivo settoriale nazionale. Il salario orario è pari a 7,00 €. Tutti i contratti collettivi hanno carattere di obbligatorietà generale. I contributi previdenziali sono del 13,0%, l’1,0% è destinato al fondo per il lavoro e la sicurezza, i contributi pensionistici a carico del lavoratore corrispondono al 4,0% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono dell’8,0%.

L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 30-32% sulla retribuzione lorda.

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IT: Italia

Nell’agricoltura italiana è in essere dal 1995 una nuova organizzazione dei contratti collettivi. Esistono 8 contratti nazionali di settore (ad esempio per gli operai florovivaisti), 15 contratti regionali e 100 contratti provinciali. I sindacati (FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL) partecipano congiuntamente alle contrattazioni con le confederazioni  datoriali. A livello nazionale (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro / CCNL) si stabiliscono i contenuti di base e gli standard minimi. A livello provinciale possono essere stipulati dei contratti migliori. In alcune aziende vengono stipulati anche dei contratti aziendali. Se un’azienda è sindacalizzata in più sigle, i sindacati devono accordarsi circa rivendicazioni ed accordi con la controparte.

Nel contratto collettivo nazionale si distinguono tre gruppi (lavoratore comune, lavoratore qualificato e lavoratore specializzato). Nei contratti collettivi provinciali possono essere adottate ulteriori differenziazioni.

Il salario medio ammonta a: 7,34 €/ora

Contributi del lavoratore

  • - assicurazione previdenziale: 8,54%

Contributi del datore di lavoro

  • - assicurazione previdenziale: 26,2%
  • - assicurazione di malattia: 0,683%
  • - assicurazione contro gli infortuni: 13,24%
  • - assicurazione contro la disoccupazione: 2,41%
  • - cassa integrazione: 1,50%
  • - fondo di garanzia: 0,20%
  • Totale: 43,23%

Nelle aree svantaggiate, i datori di lavoro godono di sussidi salariali sotto forma di un rimborso del 32% della retribuzione corrisposta.

Imposta sui redditi di lavoro subordinato: scaglioni percentuali in base alla retribuzione, ca. 27%.

I contratti collettivi vengono pienamente rispettati.

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LT: Lituania

In Lituania possono essere stipulati contratti collettivi a tutti i livelli tra sindacati, federazioni datoriali e aziende. Il codice del lavoro ne costituisce il fondamento giuridico e specifica chi sia autorizzato alla stipula di contratti collettivi con chi. Le confederazioni -i sindacati settoriali- firmano dei contratti collettivi con i datori di lavoro. Per l’agricoltura c’è un contratto nazionale. I datori di lavoro tuttavia non ne garantiscono l’osservanza.

Il salario mensile medio nel comparto agricolo è di 800 LIT (ca. 230 €), pari a 3,57 LIT/1,03 € all’ora. Il reddito mensile medio nell’economia nazionale è di 1.600 LIT.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono del 3% (destinati per l’80% all’assicurazione pensionistica). I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono del 31%. Una parte della retribuzione è esente da imposte, sul resto l’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 27%. La quota esente dipende dal livello retributivo, dallo stato civile e dai figli. Il salario viene corrisposto solo per il lavoro effettivamente prestato. Per le interruzioni del lavoro dovute ad esempio alle intemperie o per le festività legali non viene corrisposta retribuzione.

Il 17% dei lavoratori sono coperti dai contratti collettivi.

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LU: Lussemburgo

I lavoratori coperti da contratto collettivo percepiscono in media un salario lordo di 12,40 €/ora.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore si suddividono come segue: gli operai versano il 14,45% della retribuzione, gli impiegati il 12,25%; il datore di lavoro versa alla previdenza sociale il 14,45% della retribuzione per gli operai e il 12,25% per gli impiegati.

Per l’assicurazione contro gli infortuni sono a carico del datore di lavoro contribuiti percentuali variabili risultanti dal numero degli infortuni.

Non è prevista un’aliquota forfettaria per l’imposta sui redditi di lavoro subordinato. L’imposta viene calcolata in base allo stato civile ed al livello di retribuzione. Esempio: un single con un reddito elevato paga in imposte ca. il 12% mentre un dipendente coniugato con due figli non paga quasi imposte.

In Lussemburgo tutte le retribuzioni sono soggette ad aumenti periodici in base ad un indice specifico (in generale del 2,5%).

I lavoratori stagionali e migranti sono assoggettati al diritto del lavoro lussemburghese ed agli esistenti contratti collettivi nelle aziende.

Non si ha notizia di imprese che non si attengano al contatto collettivo. Su un totale di 3.641 lavoratori subordinati operanti nel settore, 1.980 sono assoggettati a contratti collettivi.

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LV: Lettonia

In Lettonia i contratti collettivi con le aziende agricole vengono stipulati dai sindacati aziendali. Benché contemplati dalla legge, i contratti collettivi stipulati sono molto pochi, come emerge dalla tabella annuale dei contratti collettivi. Possono essere stipulati anche contratti collettivi nazionali o regionali. Per i contratti collettivi nazionali è richiesta la partecipazione del 60% delle imprese, che tuttavia sono recalcitranti.

Oltre due terzi dei lavoratori agricoli percepiscono il salario minimo legale, pari a 170 €. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 9% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 24,09%. L’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 25%. I redditi fino a 70 € sono esentasse.

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MT: Malta

La retribuzione oraria nel comparto agricolo è di 3,47 €, i contributi previdenziali a carico dei lavoratori sono del 10%, al pari di quelli a carico del datore di lavoro, sempre del 10%.

L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è scaglionata in base al reddito e va dal 15% al 35%.

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NL: Paesi Bassi

Vengono stipulati dei contratti collettivi nazionali, soprattutto per i settori agricoltura e allevamento, orticoltura in serra, orticoltura in pieno campo e per il lavoro agricolo avventizio, cui si aggiungono ca. 30 contratti collettivi minori.

Gli stagionali percepiscono il primo anno 9,23 €, il secondo anno 9,60 €. I lavoratori temporanei percepiscono il salario minimo legale, il primo anno 1.300 € ed il secondo  l’1,017% in più. I giovani, gli scolari e gli studenti universitari percepiscono il salario minimo legale se hanno compiuto 22 anni, sotto i 22 anni la retribuzione è inferiore: p.e. un quindicenne percepisce il 60% del salario minimo, a 21 anni si ha diritto al 90% del salario minimo (scaglionamento per anni).

L’80% delle aziende osservano i contratti collettivi, che coprono il 50% dei lavoratori.

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NO: Norvegia

Il salario minimo nel settore agricolo è pari a 13,00 € l’ora, ma non sempre viene pagato. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari allo 0,0%, quelli a carico del datore di lavoro sono del 16,0%. L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 13,0% (più l’1,0% per il Settore Verde).

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PL: Polonia

Nel settore agricolo sinora non sono stati stipulati contratti collettivi nazionali. Nel 47 % delle aziende agricole sono stati stipulati dei contratti collettivi aziendali, nel 33 % sono in essere dei regolamenti salariali (aziende con più di 20 dipendenti). Nelle restanti aziende il salario viene negoziato tra datori di lavoro e lavoratori in un contratto di lavoro.

Il salario mensile in agricoltura va da 243,65 € a 643,87 €.

Il salario minimo legale ammonta a 243,65 € (936,00 PLN).

Circa il 30 % dei lavoratori, soprattutto nelle piccole aziende agricole, percepiscono il salario minimo legale.

Previdenza sociale

Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare tutti i dipendenti presso la previdenza sociale statale (ZUS), dipendente dal Ministero del lavoro e della politica sociale. Il datore di lavoro è tenuto a detrarre ogni mese un contributo dal salario dei lavoratori e a versare per ogni dipendente un contributo a suo carico; i contributi sono così articolati:

Contributi a carico del lavoratore

  • - pensione di vecchiaia: 9,76 %
  • - assicurazione previdenziale: 6,50 %
  • - cassa malattia: 2,45 %
  • - assicurazione sanitaria: 9,0 %
  • Totale: 27,71 %

Contributi a carico del datore di lavoro

  • - fondo del lavoro: 1,18 %
  • - pensione di vecchiaia: 9,76 %
  • - assicurazione previdenziale: 6,50 %
  • - assicurazione contro gli infortuni: 2,45 %
  • Totale: 19,89 %

L’aliquota minima dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 19 %. Per livelli salariali più elevati raggiunge il 30-40 %.

Per ogni scaglione fiscale le aliquote vengono ridotte del 7,75 % in base ai contributi versati per l’assicurazione sanitaria.

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PT: Portogallo

L’agricoltura è assoggettata ad un contratto collettivo di lavoro pubblicato sul Boletin do Trabalho e Emprego del Ministero e considerato pertanto avere carattere di obbligatorietà generale per le Regioni. La retribuzione mensile per i trattoristi, ad esempio, è stabilita in 455,00 € mensili, con la possibilità di un aumento di 110,60 €  nel primo anno arrivando a 565,60 € (7,90 € x 14 = 110,60), pari ad una retribuzione oraria di 2,59 € / 3,21 €, e con la possibilità di un ulteriore aumento di 110,60 € (2 x 7,90 x 14 = 221,20 €) il secondo anno. Il salario minimo è di 390,00 €, pari a 2,22 € all’ora. Se sono dovuti contributi previdenziali, il contributo a carico del lavoratore corrisponde all’11,0% della retribuzione, quello a carico dell’imprenditore è del 23,0%. L’ imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 7% ca.

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RO: Romania

La retribuzione media nell’agricoltura è pari a 128.000 LEI mensili, corrispondenti ad un salario orario di 2,15 €.

I contributi previdenziali a carico dei lavoratori corrispondono al 9,5% della retribuzione, i datori di lavoro versano il 19,75% della retribuzione del lavoratore alla previdenza sociale più ulteriori contributi per il 17,75%.

L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è pari al 16%.

Il 75% delle aziende corrispondono retribuzioni conformi ai contratti, 75.000 occupati percepiscono il salario concordato.

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SE: Svezia

Il salario agricolo in Svezia è compreso tra 1.300 e 2.300 € mensili. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 2-3% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 35%. L’aliquota per l’imposta sui redditi di lavoro subordinato è del 35%.

L’8% dei lavoratori dipendenti percepisce il salario minimo stabilito dal contratto collettivo (1.300 € / 14.600 SKR).

Tutte le aziende sono associate alla federazione svedese dei datori di lavoro. Gli iscritti ai sindacati percepiscono il salario stabilito dal contratto collettivo. Il  60% delle aziende sono assoggettate ad un contratto collettivo. Nelle aziende assoggettate a contratto collettivo viene corrisposto il salario previsto dal contratto. Il 90% dei lavoratori rientrano in un contratto collettivo. Problemi nell’affermazione dei contratti collettivi si registrano soprattutto negli allevamenti equini.

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SI: Slovenia

Esistono contratti collettivi settoriali, uno relativo al comparto agricolo. Il salario orario è pari a 4,84 €. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 22,1% della retribuzione, quelli a carico del datore di lavoro sono del 16,1%.

Sono previste diverse retribuzioni straordinarie, p.e. per il decennale dell’attività lavorativa 460,00 €, dopo 20 anni 689,00 €, dopo 30 anni 919,00 €, per il pensionamento 2.754,00 €.

Ulteriori pagamenti straordinari sono la gratifica di ferie di 605,00 € ed una 13a mensilità a titolo di partecipazione agli utili; quest’ultimo versamento viene rinegoziato ogni anno nei contratti aziendali.

L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è dello 0% sino a 688,00 €; del 2,3% sino a 1.669,00 €; del 4,7% sino a 3.129,00 € e dell’8,9% per un reddito superiore a 3.129,00 €.

Il contratto collettivo vale per tutte le aziende agricole, nel 30-40% delle aziende vengono inoltre stipulati dei contratti collettivi aziendali con condizioni migliori (soprattutto rispetto alla retribuzione). Su 3.708 addetti solo 151 non rientrano nel contratto collettivo e percepiscono il salario minimo legale. I dirigenti negoziano per se stessi dei contratti a parte.

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SK: Slovacchia

La retribuzione viene fissata dal contratto collettivo o nel contratto di lavoro. Per l’agricoltura c’è un contratto collettivo nazionale. Il sindacato stipula contratti collettivi in 165 aziende. Il contratto collettivo nazionale può contemplare un accordo sull’entità del salario minimo.

Il salario agricolo ammonta in media a 2,46 €. I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 13,4 % della retribuzione cui si aggiungono ulteriori contributi pari allo 0,6-1 %. I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per il lavoratore sono del 35,2 %. L’aliquota dell’imposta sui redditi di lavoro subordinato è pari al 19,0 %.

I contratti collettivi vengono applicati nel 67 % delle aziende e coprono il 63 % dei lavoratori.

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TR: Turchia

La maggioranza degli occupati percepiscono il salario minimo. I lavoratori più qualificati percepiscono un salario fissato in un contratto individuale. Dal 1990 il contratto collettivo viene negoziato ogni due anni.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore sono pari al 14 % del salario, i contributi a carico del datore di lavoro corrispondono al 20 % del salario. Per l’assicurazione contro la disoccupazione vengono versati ulteriori contributi pari rispettivamente all’1 % e al 2 %.

35.000 lavoratori percepiscono il salario stabilito nel contratto collettivo.

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